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Orsero, obiettivo 1 miliardo di euro di ricavi in 2-3 anni



13/06/2017

Paolo Prudenziati (1)Matteo Colombini (2)MILANO (AIMnews.it) – “Il nostro obiettivo, nei prossimi 2-3 anni, è quello di consolidare la parte distributiva nei Paesi del sud Europa – siamo presenti in Italia e Spagna soprattutto, ma anche in Francia, Portogallo e Grecia – sia in maniera organica sia tramite investimenti mirati per consolidare la nostra presenza”. Così i manager di Orsero, Paolo Prudenziati, presidente e amministratore delegato, e Matteo Colombini, amministratore delegato e Cfo. La società, sbarcata a inizio 2017 all’Aim Italia attraverso la fusione con la spac Glenalta, è tra i principali player europei nell’importazione di frutta e verdura dal Sud America e nella distribuzione in tutto il Sud Europa.

Quali sono i mercati in cui puntate a crescere?
In Portogallo siamo già il primo operatore nel comparto dell’importazione, mentre la Grecia rimane un mercato marginale. La Francia rimane un mercato a se stante: abbiamo una società che è la terza del Paese nel settore e in questo caso puntiamo a valorizzarla dopo la fase di ristrutturazione completata lo scorso anno. Vogliamo invece crescere in Italia e Spagna. Nel nostro Paese abbiamo un impianto pilota in una zona specifica del Paese, specializzato nel taglio della frutta: stiamo già operando con la grande distribuzione e quindi puntiamo a rafforzare la nostra presenza in questo settore. In Spagna miriamo a crescere essendo un mercato ricco in termini di prezzi di vendita e sensibile al nostro brand “F.lli Orsero”.

E quali i vostri target finanziari?
Il nostro target è arrivare a un fatturato di circa 1 miliardo di euro: in questo modo non saremo più solo un leader nel mercato sudeuropeo, ma inizieremo a essere guardati come un player globale nell’ambito dell’ortofrutta. Questo avverrà soprattutto tramite acquisizioni: la crescita organica rimane interessante e sostenuta, ma ovviamente da sola non è sufficiente per raggiungere questi obiettivi. Puntiamo a rimanere player importanti nell’importazione, ma soprattutto a crescere nel ramo distributivo, che ha margini meno volatili dell’importazione.

La quotazione di Orsero vi consente di compiere acquisizioni carta contro carta…
La possibilità esiste ma vanno valutati gli impatti su governance e sugli equilibri societari in caso di operazioni dimensionalmente rilevanti. In generale, però, le operazioni di acquisizione nel settore avvengono per cassa.

E per quanto riguarda bond convertibili oppure prestiti obbligazionari?
Rispetto alle linee di credito bancarie, i bond hanno una serie di vantaggi, ma in questo momento costano molto di più e hanno in genere una struttura poco pratica. Il convertibile ha poi un potenziale impatto sull’equity e pertanto il management si assume delle responsabilità nei confronti degli azionisti nel momento in cui si verifica l’eventuale conversione. Nella fase attuale, poi, il costo delle linee di credito a medio termine è ancora conveniente, mentre un bond ha un costo doppio o talvolta triplo.. Un’emissione di questo tipo sarebbe giustificabile solo nel caso di una straordinaria opportunità di crescita e salto dimensionale che richiederebbe uno sforzo finanziario ingente: ma attualmente non ci sono all’orizzonte situazioni di questo tipo.

I primi mesi del 2017 come stanno andando?
Dato il settore, il primo trimestre, l’unico su cui abbiamo un po’ di visibilità, è in sé atipico visto che è “invernale”, e i consumi di ortofrutta sono più scarsi rispetto ai due successivi. In ogni caso, dal nostro punto di vista l’attività di distribuzione è stata in trend ascendente, così come del resto il settore. Inoltre i trimestri forti del comparto sono i due centrali. Mentre sul lato importazione di banane e ananas i prezzi sono stati più bassi ma stiamo registrando un recupero. Senza contare che il settore più che ai mesi e trimestri solari è legato alle variazioni climatiche e alle temperature, quindi guardare all’andamento dei singoli trimestri spesso può essere fuorviante.

Un vostro punto di forza è rappresentato dalle navi, per la loro velocità di crociera e di scarico. Cosa impedisce alla concorrenza di dotarsi di navi simili?
I consumi nel Sud Europa rappresentano il 20-25% di quelli del Nord Europa: la differenza è dovuta alla produzione in loco nel Sud mentre nel Nord l’importazione di ortofrutta è quasi totale. Quindi nel Sud non vediamo flussi di prodotti sufficienti per introdurre un altro servizio. E infatti anche la concorrenza si serve dei nostri trasporti per una maggiore economicità. Senza contare che le nostre navi, entrate in servizio a cavallo del 2000 saranno ammortizzate completamente nel 2024, ma potranno durare almeno fino al 2030: la media internazionale si aggira infatti intorno ai 28,5 anni.

Tornando alla Borsa: quando passerete al mercato principale?
Il prossimo mese faremo un CdA di aggiornamento, in cui probabilmente discuteremo a fondo la questione, successivamente inizieremo i contatti con Borsa Italiana e Consob. L’avvio dei Pir e soprattutto la maggiore liquidità sul mercato Aim ha reso meno impellente un passaggio veloce: l’avvertimento degli operatori istituzionali era infatti che il beneficio del passaggio all’Mta era quantificabile in un 20% aggiuntivo a livello di valorizzazione della società. Ora però il segmento si è molto rivitalizzato e quindi, pur avendo il chiaro obiettivo di passare al mercato principale, vogliamo farlo con i tempi corretti. Senza contare che dovremo capire se il bilancio 2016 proforma sarà sufficiente oppure ci verrà richiesta la semestrale 2017 oppure ancora il bilancio 2017.

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