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Pasquali (Wm Capital): prosegue focus su espansione reti franchising


13/02/2018

Fabio Pasquali a.d. WM CapitalMILANO (AIMnews.it) – “Siamo impegnati nello sviluppo sia nel core business dell’espansione delle reti sia nella costituzione del fondo lussemburghese di cui siamo advisor. Si tratta di una iniziativa indispensabile che va nella direzione sia di affiancamento delle reti sia come aiuto alle imprese anche in termini di supporto finanziario e di equity”. Commenta così Fabio Pasquali, presidente di WM Capital.

Quali sono le vostre attese su questa iniziativa?
Da una parte il general partner Zeus Capital sta facendo un lavoro di raccolta con un obiettivo dichiarato di almeno 20 milioni di euro e dall’altra parte noi, che comunque siamo in questo business da oltre 20 anni, stiamo facendo uno screening accurato per approfondire meglio le loro caratteristiche e piani di sviluppo per portare al comitato investimenti le aziende che a nostro giudizio sono le più interessanti.

Avete accordi di esclusiva con Zeus o potreste fare advisory per iniziative simili?
No, nessuna esclusiva, tuttavia ci sentiamo completamente coinvolti in questa operazione, tanto che la stessa denominazione del fondo, “AZ Franchising Fund”, riporta il nome della nostra divisione di franchising. È ancora presto sul fronte operativo, ma abbiamo un osservatorio che monitora i nostri clienti ma più in generale anche molte aziende del settore, quindi siamo sempre aggiornati su situazioni e andamenti del comparto.

E per quanto riguarda il vostro core business?
La consulenza sul lato franchising è sempre stata la nostra attività principale. Tuttavia quando ci siamo quotati nel 2013 lo scopo era quello di arrivare alla costituzione di un’azienda di cui fossimo proprietari: una rete di farmacie con contenuti e servizi innovativi. Tuttavia le leggi che dovevano liberalizzare il settore sono state procrastinate e solo l’anno scorso, è stata finalmente approvata la possibilità per le società di capitali di acquistare e gestire farmacie.

Quindi come vi muoverete?
Stiamo analizzando la possibilità, tramite la nostra partecipata Alexander Dr. Fleming, di un piano per sviluppare le opportunità che si sono aperte alla luce di questa nuova legislazione. Sarà una rete mista con franchising e partecipazione parziale, almeno in una prima fase, ma l’intero piano si basa sulla nostra capacità di costruire reti in franchising. Dobbiamo inoltre approcciare il mondo delle farmacie che a nostro giudizio non è ancora pronto a questo salto e ad accogliere capitali e gruppi che intendono crescere e svilupparsi in questo settore. E il nostro link con il fondo potrà essere utile in questa situazione. In ogni caso presenteremo il nostro piano di sviluppo entro la primavera.

Come è andato il 2017?
Il mondo del franchising è cambiato molto nel corso degli ultimi anni. La parte pubblicitaria ha perso di importanza, mentre la divisione consulenza ha acquisito maggiore valore grazie ai cambiamenti che abbiamo attuato nel 2016. Il 2017 prosegue nel solco di quanto fatto l’anno precedente e una linea di tendenza era già evidente nella relazione semestrale. Oggi l’obiettivo è arrivare pronti a questa sfida sulle farmacie: in questi anni abbiamo fatto tesoro di quanto imparato e dell’esperienza accumulata in questi anni nel costruire reti.

Come è stato quindi il vostro bilancio dell’Aim Italia?
All’inizio hanno pesato le difficoltà dovute alla mancata approvazione delle leggi sulle farmacie che, come detto, hanno bloccato sul nascere il piano di sviluppo con cui ci eravamo presentati sul mercato. Quest’anno, invece, il titolo si è ripreso molto, proprio su queste aspettative e sul lancio del nostro progetto “box della salute” e che da primavera sarà pronto per essere messo sul mercato.

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