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De Micheli e Oddo (Casta Diva Group): Con District puntiamo su eventi ed emozioni


03/10/2018

Andrea De Micheli Presidente, Luca Oddo a.d.Nasce District, il colosso made in Italy degli eventi targato Casta Diva Group, con Matteo Valcelli ed Ernesto De Pellegrini. Un progetto ambizioso che porta la società quotata sull’AIM Italia a triplicare il fatturato della propria divisione eventi, nel segno di un investimento che ruota intorno alle idee di emozione e customer experience. “District – raccontano Andrea De Micheli e Luca Oddo, rispettivamente Chairman e CEO di Casta Diva Group – prende forma da un dialogo di lungo corso e ha le caratteristiche dell’acquisizione perfetta. È una realtà che vale 18 milioni di euro di fatturato e ci porta nella top ten delle agenzie di eventi italiane”.

Quali sono le caratteristiche “dell’acquisizione perfetta”?

District nasce da una riflessione portata avanti a lungo con Matteo Valcelli, fondatore di G.2 Eventi e con il suo socio Ernesto De Pellegrini, ad di MeTe Travel and Events. Per diverso tempo ci siamo interrogati su come sarebbe stato il dialogo tra le nostre società, da qui l’idea di un progetto che vede confluire tre società: Casta Diva Eventi, G2 e MeTe in una nuova realtà, District, controllata al 51% da Casta Diva e al 49% da Matteo ed Ernesto. Le tre società sono nate da percorsi imprenditoriali simili ma possono contare su una tipologia di clientela del tutto non coincidente. Tra i loro grandi clienti ci sono società come Gruppo Allianz, AllianzBank, Ferrovie dello Stato, Gruppo Mediaset, Gruppo Marazzi, Banco BPM, Gruppo CREVAL, Gruppo AON, Mazda Group. Noi possiamo completare la loro offerta di servizi con quelli delle tante società del nostro Gruppo, nei campi della creatività e della produzione video e di contenuti musicali; loro ci completano con le attività svolte dal loro tour operator e con la formazione del personale della clientela. Ora si tratta di integrare bene il nostro personale e le nostre funzioni, ma a questo proposito, ci piace ricordare che siamo “acquisitori seriali”, il nostro processo di crescita segue questo modello dal 2005, dalla nascita, con la prima operazione che ha visto protagonista una società di Praga.

Acquisizioni che spesso hanno interessato società estere. Quando conta questo mercato per Casta Diva?

Il 43% del valore della produzione del Gruppo nel primo semestre 2018 è relativo proprio al mercato estero. Prima dell’estate, a Milano, abbiamo svolto la nostra Convention annuale, un momento importante che ha favorito il confronto tra le tante società che fanno parte del Gruppo. Abbiamo fatto il punto sui progetti in corso, sulle strategie di crescita. Ad esempio, la società di Praga ha siglato un accordo di collaborazione con una realtà portoghese, in questo modo abbiamo ampliato la possibilità di girare all’estero anche in un Paese in cui a oggi non siamo presenti in modo diretto. La nostra rete cresce e si amplia. Nel secondo semestre dell’anno e poi nel corso del 2019 entrerà a pieno regime la joint-venture cinese con Shanghai Red Horse Advertising Media. E ancora, a Dubai ci prepariamo per l’Expo 2020.

Casta Diva cresce su nuovi mercati e amplia la propria offerta di prodotti. Uno sviluppo che segue un modello reticolare?

Sì, sia sul piano geografico che su quello merceologico. Oggi possiamo contare su una rete di filiali in tutto il mondo e offriamo una gamma di prodotti e servizi per la comunicazione aziendale che si completa. Guardando al B2C abbiamo debuttato nel settore con il Blue Note e poi con DIVA!, il documentario che ha riscosso un bel successo a Venezia e ai Nastri d’Argento e che è in uscita in dvd. Cresce l’importanza del rapporto diretto tra l’azienda e il fruitore, un paradigma che i social network hanno accentuato. Gli eventi stanno cambiando, anche quelli aziendali. Quel che conta sempre più è la capacità di emozionare e coinvolgere, è l’investimento in customer experience. Gli eventi devono vedere i partecipanti protagonisti.

Quali i prossimi passi per la crescita di Casta Diva?

Per non smentire la nostra natura acquisitiva ci stiamo guardando intorno, sia all’estero che in Italia. Produzioni video e strumenti per raccontare storie e produrre contenuti sono le realtà che ci interessano di più. Sono fondamentali perché oggi la vendita non è più una mera transazione economica, è un’emozione, un racconto.

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