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Cossu (Portale Sardegna): puntiamo su un nuovo turismo per nuovi turisti


07/11/2018

Massimiliano Cossu fondatore Il MEET Forum (Mediterranean European Economic Tourism Forum), per il terzo anno consecutivo, si conferma l’evento più atteso per gli operatori del settore turistico sardo. Promossa e organizzata da Portale Sardegna, l’iniziativa ha riunito nella suggestiva cornice del Parco regionale di Tepilora, oltre 200 addetti ai lavori di livello internazionale, offrendo l’occasione per presentare le iniziative realizzate dalla società guidata da Massimiliano Cossu, finalizzate a tracciare la strada per la scoperta di “nuovi turismi per nuove stagioni”. Due i pilastri di questa piccola, grande rivoluzione: Sardinian Island Long Stay Winter e Open Voucher Experiences. Centrale, nei due progetti, l’idea di esperienza: “il futuro del turismo – commenta Cossu – passa per la customer experience”.

Portale Sardegna nel 2017 ha realizzato un valore della produzione pari a 5,8 milioni di euro (+29,5% sul 2016), con Ebitda a 0,32 milioni di euro e un EBITDA margin del 5,5% (1,6% nel 2016).

Il MEET Forum sempre più punto di riferimento per gli operatori del settore in Sardegna. Quali le ragioni del successo?

Il nostro appuntamento chiude la stagione turistica e offre l’occasione per fare un bilancio sul tema. Inoltre, è l’occasione per fare business e incontrare stakeholder difficilmente raggiungibili nel corso dell’anno, da quelli istituzionali a quelli culturali.

Al centro di questa edizione il tema “nuovi turismi per nuove stagioni”. Cosa si intende?

L’obiettivo è quello di ampliare la stagione turistica puntando sulle esperienze. Il picco turistico oggi si concentra in 60 giorni, il nostro obiettivo è quello di portarlo a circa 220 giorni per appiattire la curva di Gauss che al momento caratterizza la presenza turistica nella nostra regione. Come? Proprio puntando su nuovi turismi per nuove stagioni. A maggio abbiamo pensato di mettere a frutto le potenzialità derivanti dall’acquisizione di Royal Travel Jet Sardegna, allargando la platea dei potenziali turisti e sfruttando strumenti nuovi, tarati sull’idea del turismo esperienziale. E’ da qui che passa il futuro del turismo.

Due gli strumenti presentati con i quali perseguire questi obiettivi. Partiamo da Open Voucher Experiences, di cosa si tratta?

Il 15 dicembre lanceremo la nostra “piattaforma di turismi”, un aggregatore di esperienze capace di tenere insieme pacchetti di itinerari diversi tra loro, con un’offerta ampia e variegata che tiene conto della ricettività. La nostra piattaforma si pone come interfaccia tra l’esperienza e il turista che, proprio attraverso il nostro canale, costruisce l’esperienza di viaggio, l’itinerario più adatto alle proprie esigenze, scrive recensioni relative agli itinerari proposti, anche quelli costruiti da altri turisti, sviluppa percorsi. Filo conduttore: l’esperienza, intesa come una conoscenza più approfondita del nostro quotidiano. Chi visita la Sardegna, in un periodo diverso da quello estivo, lo fa per conoscere un territorio con le sue tradizioni e la sua cultura. L’obiettivo è trasformare prima in attrattori e poi in prodotti turistici fruibili le attività più peculiari della nostra tradizione e delle antiche sapienze come la cottura del pane carasau, del formaggio tipico sardo, della tessitura dei tappeti ed altre antiche sapienze che scandiscono la vita della comunità locali, al di fuori dei circuiti turistici.

Con Sardinian Island Long Stay Winter, invece, si punta sull’idea di cittadinanza di breve durata. Di cosa parliamo?

Di un programma che punta su un nuovo modello di turismo, indirizzato soprattutto ai cittadini dei Paesi Scandinavi. L’idea è quella di offrire un pacchetto vacanza articolato, trasformando la Sardegna nel luogo ideale dove passare l’inverno. Il modello è quello delle Baleari, delle Canarie, l’idea guida: trasformare i nostri ospiti da turisti di lungo corso a cittadini di breve durata. Quattro i comuni pilota dove dal prossimo anno partirà l’iniziativa. Niente alberghi: questi turisti alloggeranno in appartamenti - perché i cittadini hanno delle case - e saranno coinvolti nella vita quotidiana delle comunità locali. Anche in questo caso le nostre tradizioni ed il processo che porta alla loro scoperta, saranno il filo conduttore di questo soggiorno, che avrà come valore aggiunto anche l’incontro non superficiale con la lingua sarda. L’obiettivo finale è proprio quello di favorire l’integrazione del turista nella vita quotidiana della comunità ospitante.

Quale risposta attendete da parte della popolazione dei Paesi pilota?

Il progetto prenderà il via non prima di settembre 2019 nei quattro Comuni di Posada, Bitti, Nuoro e Galtellì. Ci siamo presi un anno di tempo proprio perché la nostra priorità è coinvolgere ed entusiasmare la popolazione dei nostri territori, rendendoli partecipi e protagonisti di questa iniziativa. Solo loro, infatti, possono decretarne il successo.

 

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