– raddoppia la capitalizzazione a 5,8 euro mld;
– +76% il numero di società quotate (127) per effetto delle nuove ipo e ammissioni nell’ultimo triennio
– ricavi 2019 in crescita del +17% con una quota estero del 41%, ebitda 2019 in crescita del +10%
– +50% impatto occupazionale da ipo a 20.200 risorse impiegate
– proposta al governo la proroga del credito di imposta per i costi di ipo per il prossimo triennio 2021-2023

I trend di AIM Italia nel quinquennio 2015-2020

Secondo l’Osservatorio AIM tra il 2015 e il 2020 è cresciuta l’efficienza del mercato espressa secondo le principali variabili di misurazione: governance, liquidità, coverage e trasparenza.
In particolare:
– migliorano i principali parametri «standard» di Corporate Governance: il 98% delle società AIM presenta almeno un componente indipendente nel board (91% nel 2015), il 61% presenta almeno una quota rosa nel CDA (42% nel 2015), l’83% presenta il voto di lista per la nomina del CDA (59% nel 2015), il 70% delle società AIM Presenta almeno un comitato endoconsiliare (40% nel 2015).
– sale nel periodo di riferimento 2015-2020 il controvalore medio giornaliero (+79%), passando da 47 mila euro nel 2015 a 79 mila euro del 2020; aumentano i giorni con scambi: +15% nel 2020 rispetto al 2015;
– sale al 74% la quota delle società AIM con copertura analisti (48% nel 2015), dato che beneficia inoltre dell’impatto positivo della revisione della normativa che ha stabilito l’obbligatorietà della ricerca (equity research) per gli emittenti quotati successivamente al 3 gennaio 2018.
– migliora la trasparenza con maggior focus sulle tematiche dello sviluppo del business, M&A e Informativa periodica aggiuntiva. Nel 2020 la percentuale dei comunicati stampa diffusi sulle attività aziendali e sviluppo del business sale al 46% (35% nel 2015), segue la disclosure sulle informazioni relative alle operazioni straordinarie (22% nel 2020 rispetto al 21% del 2015) e l’informativa periodica aggiuntiva (11% nel 2020 rispetto al 10% del 2015).
Aumenta inoltre la raccolta da parte delle società (da 53% nel 2015 all’86% nel 2019) e diminuisce quella “indiretta” delle SPAC (da 47% nel 2015 a 14% nel 2020).